Hai bisogno di un innesto osseo per gli impianti dentali?

Molti pazienti si chiedono se sia necessario un innesto osseo prima di poter inserire gli impianti dentali. L’implantologia prevede l’inserimento di una vite in titanio biocompatibile nell’osso mascellare, per sostituire la radice del dente perduto.

L’impianto dentale è quindi una radice artificiale, che dovrà supportare una corona fissa: impianto e corona costituiscono un dente sostitutivo.

L’innesto osseo, quando necessario, deve creare una base stabile per gli impianti.

Che cos’è un innesto osseo?

Con il passare del tempo, l’osso mascellare, in caso di denti mancanti, si atrofizza, poiché viene a mancare lo stimolo della masticazione, e viene riassorbito. Il riassorbimento osseo è dunque un processo naturale quando perdi un dente.

L’innesto osseo è una procedura che aumenta il volume dell’osso mascellare: se l’osso diventa troppo sottile, se la sua qualità e la sua densità sono scarse, insufficienti al posizionamento dell’impianto dentale, bisogna ricostruire l’osso.

La procedura di innesto osseo avviene in anestesia locale come un intervento chirurgico separato prima o contestualmente all’inserimento dell’impianto dentale.

Tipi di innesto osseo per impianti dentali

Esistono quattro tipi principali di innesti ossei per l’implantologia dentale.

Innesto osseo autogeno: il tessuto osseo è prelevato dal corpo del paziente, di solito da una sede donatrice come l’anca (cresta iliaca), le costole o un’altra parte del corpo in cui l’osso è abbondante, in casi di grossi deficit, altrimenti dalla branca montante della mandibola.

Si tratta quindi di un autotrapianto, che contiene cellule vive che permettono la formazione di nuovo osso (osteogenesi). Non presenta ovviamente alcun rischio di rigetto immunitario e offre i migliori risultati in termini di guarigione ossea.

Innesto osseo allogeno: chiamato anche allotrapianto, utilizza il tessuto osseo prelevato da un donatore, in genere ottenuto da una banca dei tessuti, dopo essere stato sterilizzato e testato per garantirne la sicurezza prima di essere trapiantato nel paziente.

Questo tipo di innesto ha il vantaggio di non richiedere un intervento aggiuntivo prima dell’inserimento dell’impianto dentale.

Innesto osseo xenogeno: utilizza osso di provenienza animale, in genere bovini o suini. L’osso viene lavorato a temperature molto elevate per evitare il potenziale rigetto immunitario e la contaminazione.

Anche in questo caso, ovviamente, si evita un secondo intervento prima di inserire l’impianto dentale.

Innesto osseo sintetico: proviene da materiali artificiali realizzati a imitazione della struttura e della funzione dell’osso naturale. Si tratta di materiali quali bioceramiche (per esempio fosfato di calcio o idrossiapatite), vetro bioattivo o polimeri.

Di nuovo, è un innesto che non richiede una procedura aggiuntiva e in più elimina il rischio di trasmissione di malattie o di rigetto immunitario. Inoltre, alcuni materiali sintetici possono essere bioattivi, ossia possono stimolare la guarigione e la crescita ossea.

Il tipo di innesto osseo per un impianto dentale dipende dai seguenti fattori:

  • Caratteristiche dell’insufficienza ossea: se il difetto osseo è molto esteso, si può trattare con alloinnesti o materiali sintetici, mentre in altri casi sono richiesti innesti autogeni.
  • Condizioni di salute del paziente: condizioni come l’osteoporosi o le malattie autoimmuni possono influire sul processo di osteointegrazione.

Quando hai bisogno di un innesto osseo per gli impianti dentali?

L’osso mascellare impiega pochi mesi per riassorbirsi dopo la perdita di un dente. È quindi probabile che se hai denti mancanti da diversi anni o protesi dentarie usurate, non avrai sufficiente osso nella mandibola per sostenere un impianto dentale.

Quale spessore osseo della mascella dovrebbe essere considerato sufficiente per supportare un impianto dentale?

La vite in titanio, cioè l’impianto, ha dimensioni che variano da 3,5 mm a 4,2 mm di diametro: questo significa che attorno all’impianto deve esserci abbastanza osso. In genere lo spessore dell’osso sul lato facciale, cioè esterno, dovrebbe essere di 2 mm (minimo 1,8 mm); lo spessore dell’osso sul lato interno dovrebbe essere di almeno 1 mm.

È logico comprendere che, se lo spessore dell’osso si è assottigliato molto – per esempio si è ridotto a 4 millimetri – non è possibile inserirvi un impianto di 3 mm.

Non solo, perché si considera anche la regione della mandibola. Qui, per esempio, l’osso deve essere almeno 2 mm più alto della lunghezza dell’impianto nelle regioni in cui passa il nervo mandibolare (zona dei premolari e dei molari).

Ma tutto questo viene appurato grazie a una tomografia dentale computerizzata (conosciuta anche come TC Cone Beam), che fornisce immagini tridimensionali delle ossa mascellari e dei denti, individuando con esattezza la densità e la qualità dell’osso e delle strutture nervose.

Se hai bisogno di un impianto dentale, ma hai perso uno o più denti da tempo, hai sicuramente perso anche spessore osseo. Contattaci per un consulto senza impegno e valuteremo la tua situazione.