Come il bruxismo può portare a gravi problemi dentali

Come il bruxismo può portare a gravi problemi dentali

Sappiamo che una cattiva postura influenza il bruxismo, ossia l’abitudine di digrignare o serrare i denti, inconsciamente e soprattutto durante il sonno.

Chi serra o digrigna i denti durante il sonno è a maggior rischio di soffrire di altri disturbi correlati al sonno, come russare e le cosiddette apnee notturne. Alcuni pazienti potrebbero non sapere di soffrire di bruxismo finché non riscontrano problemi ai denti o alla mandibola a causa di esso.

Il bruxismo è quindi un fenomeno comune che può avere un impatto significativo sulla tua salute orale: non solo provoca dolore e fastidio, ma influisce negativamente anche sulla salute di denti e gengive nel tempo.

Problemi dentali del bruxismo a breve termine

Il bruxismo è una condizione che mette a rischio la tua salute orale già nel breve termine. Questo significa che già dai primi mesi potresti notare i primi danni causati da questa abitudine inconscia.

Questi problemi riguardano l’usura dello smalto, la frattura dei denti, la sensibilità, il mal di testa, perfino il dolore alle orecchie, fino a compromettere l’igiene orale, con tutte le conseguenze che comporta.

Usura dei denti ed erosione dello smalto

Uno degli effetti più evidenti del bruxismo è la graduale usura dello smalto dentale, lo strato duro e protettivo dei denti.

Infatti, il bruxismo (digrignamento e serramento costanti) causa una pressione eccessiva sullo smalto, ed il successivo assottigliamento – quindi l’appiattimento delle superfici masticatorie – e rende i denti più vulnerabili a sensibilità, carie e perdita. Purtroppo, lo smalto non può essere ripristinato naturalmente.

Denti fratturati o scheggiati

La continua pressione causata dal bruxismo può provocare la rottura o la scheggiatura dei denti, causando gravi problemi dentali.

Anche se questi danni potrebbero non essere visibili all’inizio, a lungo andare possono peggiorare, aggravando la situazione e rendendo necessarie cure canalari con corone dentali o perfino l’estrazione di uno o più denti e quindi l’inserimento di impianti dentali per ripristinare la dentatura completa.

Aumento della sensibilità dei denti

Quando si usura lo smalto, viene esposta la dentina sottostante, quindi i denti saranno più sensibili a cibi e bevande caldi, freddi, dolci o acidi. Le persone affette da bruxismo spesso provano fastidio mangiando o bevendo, disagio che può influire sulla loro qualità di vita.

Mal di testa ed emicrania

Il bruxismo impegna i muscoli della mandibola, portando a mal di testa ed emicranie, in particolare alle tempie, ma anche affaticamento dei muscoli facciali. La tensione cronica nei muscoli della mandibola e del viso può scatenare gravi emicranie, compromettendo il benessere generale e la produttività.

Dolore alle orecchie e problemi di udito

Poiché l’articolazione temporo-mandibolare si trova vicino alle orecchie, il bruxismo può causare dolore riferito alle orecchie. Questo può essere percepito come un’infezione all’orecchio o un accumulo di pressione. Nei casi più gravi, il digrignamento prolungato può persino contribuire all’acufene (ronzio nelle orecchie) o alla perdita dell’udito a causa dell’eccessiva sollecitazione delle strutture circostanti.

Igiene orale compromessa

Le superfici dentali irregolari o usurate causate dal bruxismo possono rendere difficile mantenere una corretta igiene orale, aumentando il rischio di carie, malattie gengivali e altri problemi di salute orale.

Problemi dentali del bruxismo a lungo termine

Con il passare del tempo, se non avrai risolto il problema del bruxismo, i danni alla salute orale saranno molto più gravi – come la recessione delle gengive, la mobilità dei denti, l’usura dei precedenti restauri dentali, malocclusioni e anche i disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare.

Questo genere di danni si verifica dopo circa 3 anni, quindi un significativo periodo di tempo.

Recessione gengivale

Abbiamo detto che il bruxismo esercita una forte e continua pressione sui denti, ma in questo processo sono anche interessate le gengive circostanti.

Con il tempo, infatti, questa forza può portare alla recessione gengivale, esponendo le radici dei denti all’attacco dei batteri, con il rischio di carie o perfino di malattia gengivale.

Denti allentati e possibile perdita di denti

Digrignare i denti ripetutamente, ogni giorno, porta a un’altra spiacevole conseguenza: l’indebolimento delle strutture di supporto dei denti, inclusi legamenti e ossa.

Il persistente sfregamento delle due arcate dentarie può causare la mobilità dei denti. Un dente mobile è un dente debole, che porta a problemi funzionali, come difficoltà a masticare e parlare. Non solo, ma se non si interviene sul bruxismo, il dente potrà cadere.

Impatto sui restauri dentali

Come il bruxismo crea danni allo smalto dentale, con lo sfregamento prolungato nel tempo delle arcate, allo stesso modo può usurare e danneggiare più rapidamente otturazioni, corone, ponti e altri restauri dentali.

Dolore alla mandibola e disturbi dell’ATM

La pressione esercitata sui denti, quando si soffre di bruxismo, si estende anche all’articolazione temporo-mandibolare (ATM) che collega la mandibola al cranio.

I disturbi dell’ATM provocano dolore alla mandibola e difficoltà ad aprire e chiudere la bocca.

Disallineamento del morso e problemi ortodontici

Un altro effetto a lungo termine del bruxismo consiste nel disallineamento delle arcate, causando malocclusione. Questo significa difficoltà di masticazione e aumento della pressione su alcuni denti.

Risolvi il problema del bruxismo

Se sai di soffrire di questa condizione, non perdere tempo e contattaci per un consulto gratuito. Basta una visita specialistica per far capire all’odontoiatra se soffri di bruxismo.

Form Contatto

Si.. Ho bisogno di maggiori informazioni e vorrei essere ricontattato!

Lascio qui sotto i miei dati e recapiti per un primo contatto telefonico...

Clicca qui per leggere l'informativa sulla privacy...

È possibile ottenere impianti dentali in caso di parodontite?

È possibile ottenere impianti dentali in caso di parodontite?

Molti pazienti chiedono se chi soffre di parodontite possa sottoporsi a un intervento odontoiatrico per l’inserimento di un impianto dentale.

Ma cos’è la parodontite?

La parodontite è la forma più grave di malattia gengivale, una condizione che si verifica quando le gengive si gonfiano, si infiammano e divengono doloranti e sensibili. La causa è la proliferazione dei batteri presenti nella placca, che si accumulano sulle gengive e intorno a esse.

Il rischio di malattia gengivale aumenta non solo in caso di scarsa igiene orale, ma anche se si assumono determinati farmaci, si fuma, si soffre di diabete o se in famiglia si è verificata una storia di malattia gengivale.

Se non curata, la parodontite può peggiorare, provocando la retrazione delle gengive e, infine, la perdita dei denti. La parodontite è infatti la principale causa di perdita dei denti negli adulti.

Dunque, la preoccupazione dei pazienti è più che lecita: l’impianto dentale deve essere ancorato all’osso mascellare, quindi al di sotto della gengiva. Se le gengive sono infiammate o comunque presentano sintomi di parodontite, non sono adatte a un intervento chirurgico.

Pazienti con parodontite possono ottenere impianti dentali?

Chi soffre di parodontite e ha bisogno di impianti dentali, prima di tutto deve tenere sotto controllo la malattia gengivale.

Un primo passo è sottoporsi a una pulizia dentale professionale, quindi ablazione del tartaro e levigatura radicolare, che rimuoverà la placca e il tartaro che causano la gengivite. Se le gengive sono infette, potrebbe essere prescritto anche un collutorio antibatterico medicato.

Se si stanno assumendo dei farmaci che possono provocare la parodontite, allora è bene consultare il proprio medico per valutare se sia possibile sospendere temporaneamente quei farmaci o assumere farmaci alternativi.

Se la parodontite è stata trattata, il parodontologo verificherà l’idoneità dei pazienti agli impianti dentali: infatti, se non riscontrerà segni di infezione attiva, se la profondità delle tasche gengivali è ridotta e stabile e se i tessuti molli sono sani intorno ai denti adiacenti, sarà possibile inserire uno o più impianti.

La parodontite e gli impianti dentali sono in stretta relazione tra loro: se la malattia gengivale non viene trattata, può portare alla perdita dei denti. I denti possono essere ripristinati con l’implantologia dentale, a patto che la parodontite non abbia attaccato e assottigliato l’osso mascellare.

Gengive e ossa mascellari sane per gli impianti dentali

Il requisito fondamentale per ottenere impianti dentali sono gengive sane e ossa mascellari forti, poiché devono sostenere gli impianti e fondersi con l’osso (processo chiamato osteointegrazione).

Se non c’è sufficiente osso, non è possibile inserire un impianto dentale, cioè una vite in titanio biocompatibile. Il diametro di un impianto va dai 3,5 ai 4,2 mm, quindi attorno all’impianto deve esserci osso anche in altezza.

Se l’osso mascellare si è assottigliato molto a causa della parodontite, non è possibile inserirvi un impianto dentale, perché non sarà stabile.

La parodontite influisce sugli impianti dentali?

Abbiamo detto che, prima di poter inserire un impianto dentale, la malattia gengivale va tenuta sotto controllo, quindi trattata, altrimenti l’intervento dell’impianto fallirà.

La parodontite altera la salute delle gengive e dell’osso mascellare e aumenta il rischio di infezioni e rallentare la guarigione. La parodontite crea delle tasche tra i denti e le gengive, in cui si annidano i batteri, provocando un’infiammazione cronica e danneggiando l’osso.

Si parla di perimplantite, ossia un’infezione batterica che si sviluppa attorno all’impianto dentale compromettendone la stabilità e l’osso mascellare. È una condizione simile alla parodontite, poiché attacca i tessuti molli e l’osso che sostiene l’impianto, provocando infiammazione, gonfiore, sanguinamento, fino alla formazione di tasche profonde e perdita ossea.

Prima di un intervento per l’inserimento di impianti dentali, infatti, l’odontoiatra verificherà la presenza o meno di infezioni.

La malattia gengivale è un ostacolo per gli impianti dentali?

La malattia gengivale è un nome generico con cui si indicano i due principali tipi di malattia: la gengivite e la parodontite, forma più grave.

In genere, la malattia gengivale non è un ostacolo per ottenere gli impianti dentali: se hai le gengive infiammate, sanguinanti o con presenza di profonde tasche, bisognerà attendere e trattare la gengivite finché le gengive non torneranno sane.

L’odontoiatra valuterà anche lo stile di vita e la salute dell’intero organismo del paziente: controllo del diabete, abitudine al fumo e eventuali farmaci assunti.

Se hai bisogno di uno o più impianti dentali, prenota un appuntamento senza impegno, così da valutare se sia possibile un intervento di implantologia oppure occorra prima trattare la malattia gengivale.

Perdita ossea dentale: quali sono le cause e come intervenire

Perdita ossea dentale: quali sono le cause e come intervenire

Come rallentare la perdita ossea dentale

La perdita ossea dentale è un processo conseguente alla perdita di uno o più denti. Quando cade un dente, con il tempo l’area della mascella perde densità, perché non riceve più lo stimolo dalla masticazione.

Questa condizione si chiama riassorbimento osseo e può provocare un restringimento della mascella, compromettendo la stabilità dei denti circostanti e alterando gradualmente la forma del viso.

Forse il problema principale consiste nel fatto che la perdita ossea dentale si verifica nel giro di pochi mesi e anche in modo indolore: questo significa che non te ne accorgerai finché non comporterà gravi conseguenze.

Rallentare la perdita ossea dentale è essenziale per l’intera salute dei denti e del cavo orale. Infatti, la mascella non deve soltanto tenere i denti in posizione e consentire le naturali funzioni masticatorie e orali, ma mantiene anche la struttura del viso.

Quando perdi un dente, o anche più, o hai una malattia gengivale, il deterioramento della mascella può portare a svariati di problemi: spostamento dei denti, cambiamenti nell’aspetto del viso e anche difficoltà con futuri trattamenti odontoiatrici.

Quali sono le cause della perdita ossea dentale?

Il riassorbimento osseo della mascella non è dovuto soltanto alla perdita di denti: abbiamo detto che quando manca un dente, l’osso mascellare in quell’area non è più stimolato dalla masticazione e senza questa stimolazione il corpo inizia a riassorbire l’osso.

Ma nell’azione di riassorbimento dell’osso mascellare possono intervenire anche altre cause: conoscerle ti aiuta a rallentare la perdita ossea dentale.

  • Malattia parodontale: è la principale causa di perdita ossea dentale negli adulti. Quando placca e batteri si accumulano sotto il margine gengivale, provocano infiammazione e infezione e con il passare del tempo l’infezione può distruggere l’osso che mantiene i denti in posizione.
  • Recessione gengivale: quando il tessuto gengivale si ritira dai denti si parla di recessione delle gengive. Questa complicazione fa esporre una parte maggiore del dente o della sua radice, facendo sì che l’osso sottostante diventi più vulnerabile alle infezioni batteriche.
  • Bruxismo (digrignamento dei denti): digrignare o serrare i denti esercita un’eccessiva pressione sull’osso mascellare e con il tempo questa pressione può contribuire alla perdita ossea.
  • Infezione o trauma: un’infezione non trattata, una carie grave o una lesione a un dente possono colpire l’osso sottostante. La perdita ossea si verifica quando non si interviene tempestivamente con i dovuti trattamenti odontoiatrici.
  • Protesi dentarie non adatte: le protesi dentarie che non si adattano bene possono esercitare una pressione non uniforme sull’osso mascellare, accelerando la perdita ossea. Ma in generale le protesi mobili (le dentiere) non forniscono la stessa stimolazione dei denti naturali o degli impianti, quindi a lungo andare l’osso mascellare, non ricevendo più la stimolazione della masticazione, si riassorbirà.
  • Patologie mediche e farmaci: alcune patologie come l’osteoporosi, il diabete possono portare a una riduzione della densità ossea nella mascella.
  • Scarsa igiene orale: una trascurata igiene orale porta all’accumulo di placca e tartaro, aumentando il rischio di infezioni che possono danneggiare l’osso.

Suggerimenti per favorire la preservazione della massa ossea

L’apporto di alcuni nutrienti è ideale per preservare la massa ossea, quindi anche quella mascellare. Se vengono a mancare questi nutrienti, l’osso mascellare può indebolirsi e diventare più vulnerabile al deterioramento.

Si tratta di calcio, vitamina D e fosforo.

  • Calcio: è il minerale principale di ossa e denti. Quando si consuma poco calcio, il corpo lo sottrarrà alle ossa. Si trova nei latticini (latte, yogurt, formaggio), nelle verdure a foglia verde (cavolo riccio, spinaci), nei cereali fortificati e nelle mandorle.
  • Vitamina D: aiuta il corpo ad assorbire il calcio. Una quantità sufficiente di vitamina D permette al corpo di utilizzare il calcio in modo efficace per rafforzare le ossa. Si trova nel pesce grasso (salmone, sgombro), nel latte, nel succo d’arancia e nei tuorli d’uovo.
  • Fosforo: minerale che lavora insieme al calcio e conferisce alle ossa forza e struttura. Si trova nella carne, nel pollame, nel pesce e in noci, fagioli e latticini.

Ma esistono anche cibi e bevande che possono favorire l’infiammazione o sono altamente acidi, creando l’ambiente perfetto per la proliferazione delle malattie gengivali. Evitare alcuni cibi e alcune bevande ti aiuterà a preservare l’osso mascellare (e il resto delle ossa):

  • Eccessivi cibi lavorati: sono spesso ricchi di zuccheri e grassi nocivi che contribuiscono all’infiammazione in tutto il corpo, comprese le gengive.
  • Bevande gassate e zuccherate: sono ricche di zuccheri che alimentano i batteri che causano la placca e sono altamente acide, il che può erodere lo smalto dei denti.
  • Caramelle dure e appiccicose: offrono ai batteri un apporto di zuccheri prolungato, portando a una maggiore produzione di acidi che infiammano le gengive.

A fianco della dieta salutare devi considerare due appuntamenti di igiene dentale l’anno, sia per rimuovere placca ed eventuale tartaro sia per tenere sotto controllo la salute dell’intero cavo orale, così da intervenire per tempo in caso di carie o altre problematiche.

Innesto osseo per impianti dentali: è sempre necessario?

Innesto osseo per impianti dentali: è sempre necessario?

Hai bisogno di un innesto osseo per gli impianti dentali?

Molti pazienti si chiedono se sia necessario un innesto osseo prima di poter inserire gli impianti dentali. L’implantologia prevede l’inserimento di una vite in titanio biocompatibile nell’osso mascellare, per sostituire la radice del dente perduto.

L’impianto dentale è quindi una radice artificiale, che dovrà supportare una corona fissa: impianto e corona costituiscono un dente sostitutivo.

L’innesto osseo, quando necessario, deve creare una base stabile per gli impianti.

Che cos’è un innesto osseo?

Con il passare del tempo, l’osso mascellare, in caso di denti mancanti, si atrofizza, poiché viene a mancare lo stimolo della masticazione, e viene riassorbito. Il riassorbimento osseo è dunque un processo naturale quando perdi un dente.

L’innesto osseo è una procedura che aumenta il volume dell’osso mascellare: se l’osso diventa troppo sottile, se la sua qualità e la sua densità sono scarse, insufficienti al posizionamento dell’impianto dentale, bisogna ricostruire l’osso.

La procedura di innesto osseo avviene in anestesia locale come un intervento chirurgico separato prima o contestualmente all’inserimento dell’impianto dentale.

Tipi di innesto osseo per impianti dentali

Esistono quattro tipi principali di innesti ossei per l’implantologia dentale.

Innesto osseo autogeno: il tessuto osseo è prelevato dal corpo del paziente, di solito da una sede donatrice come l’anca (cresta iliaca), le costole o un’altra parte del corpo in cui l’osso è abbondante, in casi di grossi deficit, altrimenti dalla branca montante della mandibola.

Si tratta quindi di un autotrapianto, che contiene cellule vive che permettono la formazione di nuovo osso (osteogenesi). Non presenta ovviamente alcun rischio di rigetto immunitario e offre i migliori risultati in termini di guarigione ossea.

Innesto osseo allogeno: chiamato anche allotrapianto, utilizza il tessuto osseo prelevato da un donatore, in genere ottenuto da una banca dei tessuti, dopo essere stato sterilizzato e testato per garantirne la sicurezza prima di essere trapiantato nel paziente.

Questo tipo di innesto ha il vantaggio di non richiedere un intervento aggiuntivo prima dell’inserimento dell’impianto dentale.

Innesto osseo xenogeno: utilizza osso di provenienza animale, in genere bovini o suini. L’osso viene lavorato a temperature molto elevate per evitare il potenziale rigetto immunitario e la contaminazione.

Anche in questo caso, ovviamente, si evita un secondo intervento prima di inserire l’impianto dentale.

Innesto osseo sintetico: proviene da materiali artificiali realizzati a imitazione della struttura e della funzione dell’osso naturale. Si tratta di materiali quali bioceramiche (per esempio fosfato di calcio o idrossiapatite), vetro bioattivo o polimeri.

Di nuovo, è un innesto che non richiede una procedura aggiuntiva e in più elimina il rischio di trasmissione di malattie o di rigetto immunitario. Inoltre, alcuni materiali sintetici possono essere bioattivi, ossia possono stimolare la guarigione e la crescita ossea.

Il tipo di innesto osseo per un impianto dentale dipende dai seguenti fattori:

  • Caratteristiche dell’insufficienza ossea: se il difetto osseo è molto esteso, si può trattare con alloinnesti o materiali sintetici, mentre in altri casi sono richiesti innesti autogeni.
  • Condizioni di salute del paziente: condizioni come l’osteoporosi o le malattie autoimmuni possono influire sul processo di osteointegrazione.

Quando hai bisogno di un innesto osseo per gli impianti dentali?

L’osso mascellare impiega pochi mesi per riassorbirsi dopo la perdita di un dente. È quindi probabile che se hai denti mancanti da diversi anni o protesi dentarie usurate, non avrai sufficiente osso nella mandibola per sostenere un impianto dentale.

Quale spessore osseo della mascella dovrebbe essere considerato sufficiente per supportare un impianto dentale?

La vite in titanio, cioè l’impianto, ha dimensioni che variano da 3,5 mm a 4,2 mm di diametro: questo significa che attorno all’impianto deve esserci abbastanza osso. In genere lo spessore dell’osso sul lato facciale, cioè esterno, dovrebbe essere di 2 mm (minimo 1,8 mm); lo spessore dell’osso sul lato interno dovrebbe essere di almeno 1 mm.

È logico comprendere che, se lo spessore dell’osso si è assottigliato molto – per esempio si è ridotto a 4 millimetri – non è possibile inserirvi un impianto di 3 mm.

Non solo, perché si considera anche la regione della mandibola. Qui, per esempio, l’osso deve essere almeno 2 mm più alto della lunghezza dell’impianto nelle regioni in cui passa il nervo mandibolare (zona dei premolari e dei molari).

Ma tutto questo viene appurato grazie a una tomografia dentale computerizzata (conosciuta anche come TC Cone Beam), che fornisce immagini tridimensionali delle ossa mascellari e dei denti, individuando con esattezza la densità e la qualità dell’osso e delle strutture nervose.

Se hai bisogno di un impianto dentale, ma hai perso uno o più denti da tempo, hai sicuramente perso anche spessore osseo. Contattaci per un consulto senza impegno e valuteremo la tua situazione.

Impianti dentali: quanti tipi esistono e quali sono i migliori?

Impianti dentali: quanti tipi esistono e quali sono i migliori?

Impianti dentali: quanti tipi esistono e quali sono i migliori?

Quali tipi di impianti dentali sono i migliori?

Gli impianti dentali sono ormai una procedura consolidata nel ripristino di una completa dentatura e rappresentano una soluzione a lungo termine quando mancano uno o più denti permanenti.

I vantaggi degli impianti dentali sono innegabili: quando perdi un dente, puoi sostituirlo del tutto con un dente fisso, che ha le identiche funzioni di quello naturale.

Sai che esistono più tipi di impianti dentali? Ma quali scegliere e, soprattutto, quali sono i migliori?

I migliori impianti dentali dipendono dalla tua situazione: non ne esiste uno migliore dell’altro. La scelta è in funzione della tua dentatura, e dalle condizioni dell’osso mascellare, e di cosa sia necessario fare per ripristinarne le funzioni totali.

Impianti dentali singoli

Un impianto dentale tradizionale, singolo, è una procedura odontoiatrica per sostituire uno o due denti. È costituito da una vite in titanio biocompatibile inserita nell’osso mascellare.

Quando il processo di osteointegrazione è completo (ossia, l’osso mascellare si deve integrare con l’impianto), su quell’impianto – che rappresenta la radice artificiale del dente e, quindi, non sarà visibile – il dentista avviterà un moncone su cui applicherà una corona dentale o dente protesico, del tutto simile al dente naturale.

Il dente fisso offre grandi stabilità e durata, migliorerà la masticazione e completerà la dentatura. È importante comunque che vi sia sufficiente densità ossea per poter inserire l’impianto in titanio.

Devi però considerare che per un dente fisso valgono le stesse regole di igiene dei denti naturali: dovrai spazzolarli ogni giorno dopo i pasti e usare il filo interdentale. Prendersi cura degli impianti dentali significa non vanificare l’intervento ricostruttivo e mantenere la tua bocca sana.

Impianti dentali All-on-4

Se hai bisogno di restaurare un’arcata dentaria completa esiste la tecnica implantare All-on-4.

Come funziona?

La procedura è del tutto identica all’impianto dentale singolo: si tratta di inserire quattro impianti dentali nell’osso mascellare, su cui saranno poi avvitati altrettanti monconi e, infine, applicata un’arcata protesica completa, che può svolgere tutte le funzioni esattamente come un’arcata naturale.

Le corone dentali sono in genere realizzate in porcellana, che offre resistenza, durata ed efficienza masticatoria, oltre a garantire un aspetto naturale.

Questa tecnica è quasi sempre associata all’implantologia a carico immediato, che consente, in un’unica seduta o al massimo entro 24 o 48 ore, di ottenere le corone dentali provvisorie montate (“caricate”) sugli impianti.

Quando il periodo di osteointegrazione sarà completo, il dentista fisserà un nuovo appuntamento per applicare le corone dentali permanenti.

Gli impianti dentali All-on-4 hanno un’elevata percentuale di successo, superiore al 95%. Rappresentano inoltre una soluzione migliore rispetto alle dentiere mobili, poiché sono appunto inseriti nell’osso mascellare, quindi non avrai i problemi che si riscontrano con le protesi mobili.

Vantaggio da non sottovalutare: la tecnica può essere completata in un solo giorno.

Impianti dentali zigomatici

Per i pazienti che hanno una significativa perdita ossea nella mascella superiore, una soluzione ottimale e innovativa sono gli impianti dentali zigomatici: ossia impianti dentali inseriti nell’osso zigomatico.

È ovviamente una proceduta odontoiatrica più complessa, ma evita l’innesto osseo, che inoltre richiede tempi più lunghi (minimo 6 mesi). Si tratta di impianti, di viti quindi, più lunghi rispetto agli impianti singoli e a quelli usati per l’implantologia a carico immediato.

Quali impianti dentali scegliere?

Se hai letto fin qui, avrai senz’altro compreso che la scelta dell’impianto dentale migliore dipende essenzialmente dalla situazione della tua dentatura:

  1. se hai perso un solo dente, l’impianto singolo è la soluzione adatta;
  2. se ti mancano i denti di un’intera arcata dentaria, o quasi, ecco che la scelta si orienterà sugli impianti a carico immediato;
  3. se hai una grave perdita ossea e vuoi evitare un intervento di innesto osseo, gli innovativi impianti zigomatici risolvono la questione.

La scelta finale dipende comunque da te: puoi anche evitare un impianto singolo e lasciare uno spazio vuoto nell’arcata, con le naturali conseguenze,  o scegliere una dentiera mobile anziché scegliere la procedura  All on 4.

Se quindi hai perso uno o più denti, contattaci per un consulto senza impegno e sapremo dirti quale soluzione è più adatta al tuo problema.

Form Contatto

Si.. Ho bisogno di maggiori informazioni e vorrei essere ricontattato!

Lascio qui sotto i miei dati e recapiti per un primo contatto telefonico...

Clicca qui per leggere l'informativa sulla privacy...

Sostituire i denti mancanti: scopri perché è importante

Sostituire i denti mancanti: scopri perché è importante

Sostituire i denti mancanti: scopri perché è importante

Quando perdi uno o più denti, gli effetti della perdita vanno oltre l’estetica, non sono limitati al sorriso, ma ogni dente mancante influisce sulla masticazione, sull’aspetto – che con il tempo subisce modifiche – e potrebbe anche compromettere la salute del tuo organismo.

Comprendere l’importanza di sostituire i denti mancanti è fondamentale per mantenere la tua salute orale, prevenire problemi di salute a lungo termine e migliorare il tuo sorriso.

Oggi esistono diverse soluzioni per sostituire i denti che hai perso, ma gli impianti dentali, con le corone fisse, sono la scelta migliore, più funzionale e duratura rispetto alle tradizionali dentiere mobili.

I denti si spostano: ecco perché devi sostituire quelli mancanti!

È uno dei problemi che la perdita dei denti comporta: lo spostamento dei denti adiacenti a quelli perduti.

Infatti, quando perdi un dente, quello spazio vuoto che si viene a creare può provocare l’inclinazione o lo spostamento dei denti vicini, che si muovono fino a colmare lo spazio. Se il dente che manca è inferiore il dente superiore corrispondente si muoverà verso il basso.

È un inconveniente che influirà non solo sulla masticazione, ma potrebbe anche portare a problemi dentali più complessi nel futuro.

Considera che i denti si muovono comunque, nel corso della vita, anche se non ne hai mai perso nessuno, poiché sono sottoposti a diversi stress, come masticare e parlare. Ma si tratta di movimenti impercettibili.

Mentre sia l’estrazione dei denti sia le malattie gengivali possono provocare movimenti più consistenti, con ripercussioni sulla salute dentale, sulla masticazione e sull’aspetto.

Gli impianti dentali sono oggi il modo migliore per sostituire il dente mancante e quindi impedire lo spostamento dei denti. Sono formati da una vite in titanio biocompatibile inserita nell’osso mascellare per sostituire la radice naturale e una corona fissa per riempire lo spazio del dente mancante.

Perdita ossea della mascella: sostituisci i denti mancanti!

Uno dei più significativi problemi che comporta la perdita di uno o più denti è la perdita ossea della mascella, conosciuta anche come riassorbimento osseo: quando cade un dente, l’osso cui era ancorato inizia a ridursi, perché viene a mancare la stimolazione dovuta alla masticazione.

Quando un dente cade, infatti, l’osso in quella zona, non ricevendo più gli stimoli necessari per mantenersi forte, col tempo inizia a restringersi. È lo stesso problema che si verifica quando non si usa un muscolo, che inizia a indebolirsi.

Grazie al morso e alla masticazione, i denti naturali stimolano ogni giorno l’osso mandibolare, mantenendolo sano e forte. Quando in un’area della mascella non ci sono più denti, manca quel costante e regolare esercizio.

L’osso inizia a riassorbirsi, il volume osseo quindi diminuisce e questo potrebbe comportare l’allentamento di altri denti, oltre all’alterazione della struttura facciale.

Prevenire il riassorbimento osseo, quando perdi uno o più denti, è quindi importante per la salute del cavo orale, scegliendo l’implantologia dentale. È bene provvedere quanto prima a ripristinare la dentatura completa, altrimenti dovrai sottoporti a un innesto osseo.

Come? Con gli impianti dentali appunto, che sostituiscono del tutto i denti naturali: essendo ancorati all’osso mascellare, come un vero dente, contribuiranno a quella costante stimolazione che “nutre” l’osso, impedendone di fatto il riassorbimento.

I denti mancano influiscono sulla tua autostima

Fin qui abbiamo illustrato a quali problemi di salute andrai incontro se non sostituisci al più presto i denti mancanti.

Ma è importante capire che la perdita dei denti inciderà anche sul tuo benessere mentale ed emotivo, poiché potrebbe innescare una serie di effetti psicologici che influenzano molto l’autostima, le interazioni sociali e la qualità della tua vita in generale.

La mancanza di denti avrà infatti un profondo impatto sull’autostima. I denti fanno parte dell’aspetto fisico della persona, svolgendo un ruolo non solo nell’alimentazione, ma anche nel sorriso e nel linguaggio.

Quando una persona perde i denti, può provare imbarazzo nel sorridere e parlare e ciò può portare ad ansia e sfiducia, fino a evitare contatti sociali.

Mantieni sana e completa la tua dentatura

Se ti mancano uno o più denti, gli impianti dentali offrono oggi durata e benefici per la salute a lungo termine. L’implantologia dentale ripristina completamente la capacità masticatoria e ti permette di parlare e sorridere senza imbarazzo, poiché i denti fissi sono pressoché identici ai denti naturali.

Prenota oggi stesso una consulenza senza impegno con il nostro studio odontoiatrico per scoprire se gli impianti sono la soluzione giusta per te.

Form Contatto

Si.. Ho bisogno di maggiori informazioni e vorrei essere ricontattato!

Lascio qui sotto i miei dati e recapiti per un primo contatto telefonico...

Clicca qui per leggere l'informativa sulla privacy...