Conseguenze della malattia parodontale non curata

Conseguenze della malattia parodontale non curata

Come accade per qualsiasi altra malattia, anche per la parodontite si hanno conseguenze più o meno gravi.

Ma che cos’è una malattia parodontale?

È un’infezione del parodonto, ossia dei tessuti che mantengono i denti nella loro posizione, provocata dall’accumulo di placca dovuto alla scarsa igiene orale. Se non viene rimossa con una pulizia regolare, la placca può indurirsi e trasformarsi in tartaro.

Mangiando, si depositano infatti su denti e gengive sia microrganismi sia residui di cibo, che, se non eliminati subito, penetrano nelle tasche che circondano il dente. Qui i batteri trovano un ambiente favorevole a moltiplicarsi, causando l’infiammazione delle gengive.

La malattia parodontale è curabile, soprattutto se si riesce a diagnosticare precocemente, così da evitare conseguenze negative.

Quali sono le conseguenze della malattia parodontale?

Abbiamo accennato alla placca e al tartaro. Se non intervieni subito per eliminarli – per esempio con una pulizia approfondita e professionale dei denti – i batteri che li hanno causati provocano l’infiammazione delle gengive.

La gengivite è il primo stadio della malattia parodontale. Ne rappresenta la forma più leggera, che può ovviamente peggiorare portando a un aggravamento della situazione. In questa prima fase si verificano rossori, gonfiori e anche sanguinamento delle gengive.

Parodontite aggressiva

La conseguenza successiva è una forma più grave di malattia parodontale. La parodontite aggressiva si manifesta con una rapida perdita di tessuto gengivale. Può verificarsi in giovani, adulti e anziani, soprattutto in caso di scarse condizioni igieniche del cavo orale.

La perdita di tessuto comporta la mobilità dei denti e la formazione di tasche più ampie fra dente e gengiva, che facilitano così l’accumulo e il proliferare di batteri. A lungo andare l’azione delle tossine batteriche distruggerà l’osso e il tessuto connettivo che mantiene i denti in posizione.

Ciò comporta la mobilità dei denti e quindi la necessità di rimuoverli.

Parodontite cronica

La parodontite cronica si differenzia dalla forma aggressiva per una più lenta, ma costante,

progressione. Dunque, la perdita di tessuti avviene lentamente, con un accumulo di grandi quantità di placca dentale.

Inizialmente, i sintomi di questa fase sono pochi, come sanguinamento delle gengive e alitosi. Ma via via che la malattia procede, si approfondiranno le tasche fra denti e gengive, con perdita sempre più accentuata dei tessuti parodontali.

Anche in questo caso, se la parodontite cronica non viene trattata per tempo, si arriverà alla distruzione dell’osso attorno ai denti e infine alla perdita dei denti.

Parodontite ulcero-necrotica

Questa forma di malattia parodontale è caratterizzata da necrosi dell’osso alveolare, dei tessuti gengivali e del legamento parodontale. Si riscontra in pazienti immunodepressivi o affetti da HIV, leucemia, diabete mellito, morbillo, varicella, tubercolosi e malnutrizione.

La parodontite ulceroso-necrotica consiste in uno stadio avanzato della malattia. In questa fase gengive e papille sono colpite da ulcerazione o necrosi e appaiono ricoperte da una membrana giallognola.

Le conseguenze a lungo termine della malattia parodontale

Abbiamo visto come, da un’iniziale infiammazione delle gengive, la malattia progredisca da gengivite a parodontite sempre più grave, con batteri e tartaro che invadono più profondamente il tessuto gengivale, danneggiando l’osso e i legamenti sottostanti.

Il primo risultato di questo peggioramento è la recessione gengivale, con danni alle ossa e, infine, la perdita dei denti.

Ma gli effetti di una malattia parodontale trascurata e non trattata non finiscono qui, non li limitando a danneggiare la salute orale, ma possono estendersi alla salute dell’intero organismo.

I batteri, infatti, possono entrare nel flusso sanguigno e raggiungere le varie parti del corpo provocando altri problemi di salute come artrite, malattie cardiache, ictus e diabete.

Come possono i batteri entrare nel flusso sanguigno?

I batteri attaccano le gengive, che sono piene di vasi sanguigni: insinuandosi sotto il bordo gengivale, hanno praticamente accesso al flusso sanguigno.

Gli scienziati hanno infatti scoperto che i batteri orali, in genere lo streptococcus sanguinis, entrano nel flusso sanguigno attraverso le ferite causate dalle malattie gengivali non trattate. E una volta entrati nel flusso sanguigno, i batteri possono danneggiare il resto del corpo.

Anche se nella maggior parte dei casi il sistema immunitario riesce a combattere questi batteri prima che causino gravi infezioni, le persone con un sistema immunitario indebolito – come chi è affetto da HIV/AIDS, chi ha ricevuto trapianti di organi e i malati di cancro – sono a rischio di contrarre infezioni più gravi.

L’infiammazione a lungo termine prodotta dalla malattia parodontale trascurata può portare a gravi danni per la salute, come ipertensione, colesterolo alto e un aumento del rischio di malattie cardiache, infarti e ictus.

Non trascurare i sintomi della malattia parodontale: se noti rossore o sanguinamento delle gengive, prendi subito un appuntamento nel nostro studio dentistico.

 

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Come la postura influenza il morso

Come la postura influenza il morso

Spesso abbiamo l’abitudine di assumere posture non corrette: quando sediamo alla scrivania, per esempio al lavoro, quando leggiamo o consultiamo il cellulare. Sembra assurdo, ma la nostra postura influenza il morso.

Se consideri che le abitudini appena descritte sono quotidiane, non deve poi meravigliare che una cattiva postura possa generare una serie di problemi al nostro organismo: mal di schiena, mal di testa, insonnia… ma anche disallineamento dei denti.

Scopriamo come sia possibile avere denti disallineati assumendo posture non corrette durante il giorno.

Come la tua postura influenza il morso

In che modo la tua postura può modificare l’allineamento del morso?

La postura ideale prevede che testa, collo, colonna vertebrale e fianchi formino una linea perfettamente dritta, sostenendo correttamente tutte le articolazioni e i muscoli.

La posizione dei denti durante l’occlusione (morso) riflette la posizione della testa e del collo a riposo. Una scarsa occlusione può contribuire a dolore alla mascella, mal di testa o vertigini.

Prendiamo un esempio classico: quante volte hai visto chi si piega usando il cellulare o si incurva lavorando al computer? Sono azioni di tutti i giorni, tanto che non ci facciamo più caso, considerandole normali – anche se non lo sono!

Con una cattiva postura viene infatti a mancare l’allineamento testa-collo-colonna vertebrale-fianchi e la mascella inferiore viene spinta in avanti, esercitando pressione sulla parte posteriore del collo.

A lungo andare le articolazioni della mascella possono infiammarsi, provocandoti dolore e anche frequenti mal di testa e usura dei denti. Non solo, ma la mascella si adatterà gradualmente a quella nuova posizione e, col passare del tempo, vi resterà anche se non si è piegati o incurvati.

Tutto ciò porta a un disallineamento del morso.

Gli effetti della cattiva postura sul morso

Sono tre questi effetti negativi e non vanno per nulla trascurati. È vero che si verificano dopo lungo tempo,ma tieni conto che queste cattive abitudini a non assumere una postura corretta sono appunto quotidiane:

  1. Dolore alla mascella e disturbo dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM): quando le mascelle sono disallineate, è necessario esercitare un maggiore sforzo e un maggiore stress sulle articolazioni della mascella per riunirle, con la conseguenza di avere dolore, infiammazione e persino disturbi dell’ATM.
  2. Denti indeboliti o danneggiati: quando il morso non è correttamente allineato, i denti delle due arcate si trovano ad assumere una diversa posizione una con l’altra. I denti che saranno spinti in avanti sono esposti a maggiori attriti, lo smalto si consumerà più velocemente e col tempo diverranno sensibili e saranno più a rischio di rottura.
  3. Ritardo nel trattamento ortodontico: se indossi un apparecchio ortodontico e continui ad assumere posture non corrette, renderai vano il trattamento, che può rallentare i progressi o addirittura bloccarli.

Perché l’allineamento del morso è importante

Che cosa significa “morso non allineato”?

Disallineamento del morso significa che i tuoi denti non si uniscono correttamente, ossia i denti dell’arcata superiore non combaciano con quelli dell’arcata inferiore. Quando questo disallineamento diventa eccessivo – e lo diventerà, se non si ricorre a un apparecchio ortodontico – potrai riscontrare alcuni problemi:

  • Usura eccessiva dei denti
  • Bruxismo/serraggio dei denti.
  • Carie e malattie gengivali, dovute a denti storti o distanziati.
  • Carenze nutrizionali.
  • Disagio durante la masticazione.

Serrare e digrignare i denti produce uno stress aggiuntivo sulle articolazioni della mascella, che a sua volta può provocare infiammazioni alle articolazioni e ai muscoli facciali.

Come puoi migliorare la tua postura?

Hai compreso quanti problemi può innescare una postura non corretta. Se lavori molto tempo al computer, se hai la tendenza a controllare spesso il cellulare durante il giorno, se siedi curvandoti in avanti, devi iniziare a migliorare la tua postura per non incorrere nei problemi che abbiamo descritto.

Quando siedi, inizia a sollevare il petto e a portare le spalle indietro: è un primo passo per allineare testa, collo e colonna vertebrale. Evita di controllare così spesso il cellulare o fallo assumendo la giusta postura, senza piegarti in avanti.

Posiziona lo schermo del computer in modo da averlo davanti agli occhi e non doverti piegare in avanti per lavorare.

Inizia da oggi stesso a migliorare la tua postura: se il tuo lavoro o le tue abitudini ti portano ad assumere le posture che hai letto finora, significa che il tuo morso rischia di non essere allineato come dovrebbe, con tutte le conseguenze che ora conosci.

Prenota un appuntamento presso il nostro studio dentistico, che offre anche trattamenti odontoiatrici adeguati per la postura.

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Primi sintomi di malattie gengivali

Primi sintomi di malattie gengivali

Che cosa si intende per malattie gengivali?

Si parla di malattia gengivale, o parodontale, quando si verificano un’infiammazione e un’infezione dei tessuti che sostengono i denti (il cosiddetto parodonto).

In genere queste malattie sono dovute alla scarsa igiene dentale, ma può entrare in gioco anche una certa predisposizione, nonostante l’uso di spazzolino e filo interdentale.

Non trascurare i sintomi premonitori delle malattie gengivali, perché sono una delle principali cause di perdita dei denti e, se non vengono trattate, possono provocare problemi ben più gravi, come perdita ossea parodontale, malattie cardiache, diabete e ictus.

Il trattamento della malattia gengivale comprende diverse operazioni e dipende dalla gravità della condizione.

Perché devi scoprire i sintomi delle malattie gengivali

Non sempre il riconoscimento dei sintomi, dei segni premonitori, di una malattia parodontale è immediato.

Se prendersi cura ogni giorno, dopo i pasti, della propria igiene dentale è importante e consigliato da ogni dentista, potresti non notare alcuni sintomi e quindi avere una malattia gengivale senza rendertene conto.

La forma più lieve delle malattie gengivali è la gengivite, ma il passo successivo, se non viene trattata per tempo, è la parodontite, una forma grave. Stiamo parlando di recessione gengivale e anche di perdita di denti e ossa mascellari.

Scoprire i segni premonitori di una malattia gengivale ti permette di non aggravarne la condizione e sottoporti per tempo a un trattamento parodontale, che diviene difficile se la malattia ha raggiunto uno stadio avanzato.

Primi sintomi di malattie gengivali

Quelli che seguono sono i segni premonitori cui dovrai prestare molta attenzione se si verificano. I primi tre – gengive arrossate e gonfie, sanguinanti e alitosi – rappresentano uno stadio iniziale, di natura ancora lieve.

Ma la recessione delle gengive indica un livello ben più grave, segno che la malattia parodontale è più avanzata.

Arrossamento o gonfiore delle gengive

Uno dei primi segni premonitori delle malattie parodontali è il gonfiore o il rossore delle gengive, dovuti a infiammazione, quindi a un’irritazione causata dai batteri e dall’accumulo di tartaro sui denti.

Potresti anche avvertire sensibilità e anche dolore assumendo cibi caldi o freddi.

Sanguinamento delle gengive

Se hai notato un po’ di sanguinamento dalle gengive quando ti lavi i denti – sia usando lo spazzolino sia il filo interdentale – significa che hai un accumulo di placca (pellicola composta da residui di cibo e batteri).

È uno dei sintomi precoci dello sviluppo di una malattia gengivale. Il primo passo da compiere è prenotare subito una visita di controllo dal tuo dentista.

Alitosi

L’alito cattivo è un altro segno premonitore delle malattie parodontali. Abbiamo accennato alla formazione di tasche fra denti e gengive: qui si accumulano i batteri che, producendo gas, emanano cattivi odori.

È quindi necessaria una profonda pulizia delle gengive.

Recessione delle gengive

Sebbene per molti pazienti la recessione gengivale sia dovuta all’età, non sempre è questa la causa. Le gengive possono recedere anche con l’azione meccanica di uno spazzolino con setole molto dure.

Purtroppo, un’altra delle cause che porta alla recessione delle gengive è la gengivite: abbiamo detto che può progredire, quindi aggravarsi, se non si interviene tempestivamente. Infatti, con il peggioramento dell’infezione le gengive tenderanno ad allontanarsi dai denti, lasciandone esposte le radici, ora vulnerabili a batteri e carie.

Nello stadio finale l’infezione colpirà l’osso mascellare.

Se i tuoi denti ti sembrano più lunghi del solito, è un segno di recessione gengivale. Cosa fare in questi casi? Si procede con l’ablazione del tartaro, la levigatura delle radici (una profonda pulizia delle radici dei denti), ma potrebbe anche essere necessario un innesto per ricostruire il bordo gengivale se la recessione è molto avanzata.

Considera anche un altro problema dovuto alla recessione gengivale: quando le radici dei denti sono esposte, potresti avvertire maggiore sensibilità al caldo e al freddo e anche dolore durante i pasti.

Mobilità dei denti

La recessione delle gengive comporta, con l’aggravarsi della condizione, un maggiore attacco dei batteri contro le fibre e l’osso che sostengono i denti, che a lungo andare non saranno più fissi, stabili nella loro posizione, ma mobili.

Se il trattamento parodontale si rivelerà insufficiente, potrebbe essere necessario estrarli.

Prevenzione delle malattie gengivali

Ciò che hai letto finora non deve spaventarti, ma è assolutamente importante che tu sappia riconoscere i sintomi di una malattia gengivale, così da intervenire per tempo.

Le malattie gengivali possono essere prevenute prima di tutto con una buona e quotidiana igiene orale, ma soprattutto con una regolare pulizia professionale dei denti. La frequenza si decide in base alle necessità della propria bocca.

Che tu abbia o meno scoperto questi segni premonitori delle malattie gengivali, contattaci per una visita di controllo senza impegno.

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Posture scorrette e salute dentale

Posture scorrette e salute dentale

Sembra strano, eppure le cattive posture possono influire sulla tua salute dentale. Se viene a mancare l’allineamento fra la colonna vertebrale e il corpo, si può verificare un disallineamento della mascella.

Devi sapere che anche i denti fanno parte del sistema scheletrico. Il modo in cui i denti delle arcate superiori e quelli delle arcate inferiori si uniscono si definisce morso e determina la posizione della mascella, che ha effetti sulla posizione della testa sulla colonna.

Le posture scorrette possono provocare mal di testa, ma anche problemi ai denti, come carie e dolori alla mascella.

Posture scorrette e loro conseguenze

Sono molte le cause che concorrono a farti assumere delle posture scorrette: la vita sedentaria, il lavoro al computer, l’abitudine di trascorrere lunghi periodi di tempo a usare tablet e telefoni cellulari, l’obesità, la scoliosi, ma anche lo stress.

A lungo andare queste cause, con i loro effetti, creano dei cambiamenti posturali nel nostro corpo, rigidità muscolare e dolori, portando anche a danni muscolari e/o ai nostri denti.

Quali sintomi delle posture non corrette?

  • Mal di schiena: anche se la sua origine può rivelarsi diversa, potrebbe essere una conseguenza della cattiva postura.
  • Emicrania: le posture non corrette possono provocare tensione ai muscoli del collo, della schiena e delle spalle, tensione che può causare mal di testa e perdurare per giorni.
  • Pancia prominente: se con la dieta e le attività fisiche non riesci a liberarti della pancia, può essere un sintomo di cattiva postura, poiché le viscere vengono spinte in avanti provocando gonfiore addominale, o addome protruso.

Posture scorrette e articolazione temporo-mandibolare

Le cause delle posture scorrette cui abbiamo accennato influenzano la salute dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM), ossia quella che collega la mascella al cranio.

Una cattiva postura fa sì che la testa non si trovi più in una posizione equilibrata, i muscoli dell’ATM sono costretti a svolgere un lavoro in eccesso, notevole, per sostenere la testa e la mascella non potrà più muoversi agevolmente. E questo influisce sul morso.

Come? Stando, per esempio, molto tempo (e per lunghi periodi) piegati, la mascella inferiore viene spinta più in avanti, mentre il cranio viene a trovarsi più indietro sulla colonna vertebrale, che può portare a un disallineamento del morso.

Un morso disallineato può creare diversi problemi di salute all’organismo:

  • Mal di testa
  • Formicolio alle mani e intorpidimento
  • Infiammazioni ai denti
  • Dolori alla zona cervicale, alla mascella, al collo, alle spalle e alla schiena
  • Denti consumati
  • Disagio durante la masticazione

Gli sforzi compiuti dall’articolazione temporo-mandibolare dovuti alle scorrette posture causa disturbi dell’ATM, portando a dolori mascellari e alle zone circostanti.

Può persino verificarsi il blocco della mascella, con crampi e spasmi che rendono la masticazione difficile.

Se indossi l’apparecchio ortodontico, una buona postura, corretta, è fondamentale: lo scopo principale degli apparecchi è l’allineamento dei denti, quindi la postura riveste un ruolo importante affinché il trattamento ortodontico abbia effetto.

Come migliorare la postura e la salute dentale

Ora che sai quanto le posture scorrette influenzano la tua salute orale, ti chiederai come migliorare la tua postura e, di conseguenza, non avere problemi ai denti e al resto del corpo.

Nel nostro studio dentistico ci occupiamo anche di posturologia, ossia della valutazione della postura dei pazienti e del corretto allineamento della mascella.

Il primo passo per giungere ad assumere una corretta postura durante il giorno consiste proprio nel valutarla e stabilire quali relazioni abbia con eventuali vari disturbi muscolo-scheletrici.

Alla valutazione – durante la visita, il dentista controlla la presenza di segni di usura sui denti ed eventuali problemi alla mascella e all’ATM – può seguire una fisioterapia, con esercizi per migliorare la forza muscolare, la flessibilità, l’allineamento della colonna vertebrale e avere infine una mascella allineata.

Al di là della necessità di sottoporsi a sessioni fisioterapiche, ci sono comunque delle buone abitudini da seguire:

  • Se il lavoro ti costringe a lunghi periodi davanti al computer o alla scrivania, prenditi delle pause frequenti (ogni 20 minuti circa) per alzare alzarti e muoverti.
  • Mantieni lo schermo del computer all’altezza degli occhi.
  • Quando ti siedi, assicurati di avere i piedi ben poggiati a terra.
  • Se leggi molto, fai in modo di avere il libro all’altezza degli occhi.
  • Fai attività fisica regolare.

Se pensi di avere i sintomi o i problemi che abbiamo elencato, prendi un appuntamento al nostro studio di Barletta per un consulto senza impegno.

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Cos’è la gengivite?

Cos’è la gengivite?

La gengivite è la forma più lieve della malattia parodontale. Quando la placca dentale, il tartaro e i batteri si accumulano sui denti, producono delle infezioni provocando nel tessuto gengivale arrossamento, irritazione, gonfiore e sanguinamento, specialmente quando si lavano i denti o si usa il filo interdentale o si mordono cibi duri.

Se non viene trattata, la gengivite può peggiorare in parodontite e arrivare a causare la perdita dei denti.

I sintomi della gengivite

Quali sono i sintomi della gengivite?

Nello stadio iniziale di questa malattia non sempre puoi notare segni evidenti: questo significa che potresti essere affetto da gengivite senza rendertene conto. Col tempo, al peggiorare della gengivite, puoi sviluppare i seguenti sintomi:

  • Gengive che sanguinano facilmente, soprattutto quando ti lavi i denti.
  • Gengive arrossate e gonfie.
  • Gengive che sanguinano facilmente quando usi lo spazzolino o il filo interdentale.
  • Sensibilità ai cibi caldi o freddi.
  • Dolore quando mastichi il cibo.

L’infiammazione, l’arrossamento e il sanguinamento delle gengive, durante l’igiene orale, sono i primi sintomi della gengivite. Il gonfiore sopraggiunge man mano che la placca batterica si accumula attorno alle gengive, restando anche intrappolata negli spazi interdentali.

L’alitosi è dovuta allo sgradevole odore prodotto dalla decomposizione di placca, sangue e batteri.

Le cause della gengivite

Che cosa provoca la gengivite?

La causa principale della gengivite è la scarsa igiene dentale, che porta alla formazione di placca sui denti e gonfiore dei tessuti gengivali circostanti.

Ma che cos’è la placca dentale e perché è così nociva per denti e gengive?

La placca è una sottile pellicola, in genere incolore, formata soprattutto dai batteri che si formano sui denti dopo aver mangiato amidi e zuccheri presenti negli alimenti. Con una buona e quotidiana pulizia dei denti la placca viene rimossa.

La scarsa igiene orale porta alla trasformazione della placca in tartaro: una pellicola ben più dura della placca, che attira sempre più batteri. Non è più possibile rimuovere il tartaro con la semplice igiene orale, ma occorre una pulizia dentale in uno studio dentistico.

Fra le cause che portano alla gengivite sono da considerare anche l’avanzare dell’età – per esempio la scarsa produzione di saliva (la saliva mantiene la bocca pulita) – e la genetica – ecco perché è importante informarsi sulla storia sanitaria della famiglia: se qualche familiare soffre di gengivite, aumentano le probabilità di sviluppare malattie gengivali fra gli altri membri della famiglia.

Altre cause di gengivite sono:

  • Gravidanza: cambiamenti ormonali legati alla salute orale.
  • Fumo.
  • Farmaci da prescrizioni e da banco che riducono il flusso di saliva, provocando secchezza delle fauci.

Come curare la gengivite?

Essendo il primo stadio della malattia parodontale, la risposta è sì: la gengivite si cura. I trattamenti odontoiatrici per curare la gengivite eliminano l’infezione e i batteri nocivi, assieme a placca e tartaro. Ma esistono anche altri trattamenti:

  • Pulizia radicolare: a differenza della tradizionale pulizia dei denti, raggiunge più in profondità le gengive. La piallatura delle radici leviga le superfici delle radici dei denti e impedisce ai batteri di attaccarsi.
  • Collutorio antimicrobico: può aiutare a distruggere i batteri patogeni.
  • Eventuali riparazioni dentali: ponti, corone, o anche denti mal allineati, possono rendere difficile l’igiene orale e permettere quindi ai batteri di annidarsi. Il dentista dovrà controllare se è necessario effettuare interventi per migliorare la situazione dentale.
  • Farmaci: antibiotici, antidolorifici e alcuni tipi di collutorio sono indicati per casi gravi di gengivite ulcerosa necrotizzante acuta.
  • Chirurgia: la chirurgia gengivale è richiesta quando la gengivite è in uno stadio avanzato.

Il trattamento chirurgico prevede:

  • Riduzione delle tasche (o chirurgia del lembo gengivale): vengono sollevate le gengive per eliminare manualmente il tartaro, quindi riposizionate per farle saldare di nuovo attorno al dente.
  • Rigenerazione gengivale: dopo aver rimosso i batteri, il parodontologo inserisce innesti ossei, membrane o proteine che stimolano i tessuti gengivali a rigenerarsi.

Si può prevenire la gengivite?

Analizzando le cause che portano a questa malattia, è chiaro che alcune abitudini riducono le probabilità di incorrere nella gengivite, come la scarsa igiene dentale e il fumo.

Praticare una buona e quotidiana igiene orale – lavarsi i denti sempre dopo ogni pasto, usare il filo interdentale almeno una volta al giorno – aiuta a rimuove le particelle di cibo e i batteri.

Prenotare una visita dal dentista almeno una volta l’anno ti permette di tenere sotto controllo la tua situazione dentale. Inoltre, un’igiene approfondita da un igienista dentale due volte l’anno ti assicura la completa rimozione di placca e tartaro.

Anche un’alimentazione sana può ridurre il rischio di gengivite: abbiamo detto che i batteri si formano grazie agli zuccheri contenuti negli alimenti, dunque occorre non abusare né di bevande zuccherate né di dolciumi.

Come i denti mal allineati possono influenzare la postura

Come i denti mal allineati possono influenzare la postura

Sai che la conformazione dei denti influenza direttamente la postura e la colonna vertebrale?

Può sembrare strano, eppure la posizione e la forma dei denti e delle arcate dentarie sono correlate alla crescita del complesso craniofacciale. Anche un singolo dente storto o che inizi a muoversi influenza sia gli altri denti sia, di conseguenza, l’allineamento delle arcate dentali, quindi del morso.

Se il morso si disallinea, lo stesso effetto si ripercuoterà su collo, spalle e sull’intera postura.

Devi comprendere che i denti, le ossa mascellari e le strutture associate (muscoli, nervi e legamenti) formano una sorta di ponte tra la testa e il resto del corpo. L’allineamento tra collo, viso e muscoli orali può modificare la curvatura della colonna vertebrale e determinare una postura regolarmente diritta o curva.

Come puoi capire se i tuoi denti stanno influenzando la postura? Osservandone i sintomi:

  • Dolore a mascella, testa, collo, spalla e/o schiena
  • Sensazione di orecchio ovattato
  • Spalle non allineate
  • Intorpidimento o formicolio alle dita o alla mano
  • Lunghezza delle gambe irregolare
  • Tacchi delle scarpe consumati in modo non uniforme

L’impatto dei denti sulla postura

I denti, specialmente quelli situati nella parte posteriore e nella mascella superiore, hanno un significativo impatto sia sulla postura sia sulla salute della colonna vertebrale. Quindi, qualsiasi irregolarità nella spaziatura dei denti o nelle arcate dentarie può influenzare la postura generale.

I denti non solo determinano la forma del viso, ma concorrono a mantenere il corretto allineamento della colonna vertebrale. Denti ben allineati contribuiscono a ridurre gli effetti dell’invecchiamento e ad avere una postura regolare, ripercuotendosi sulla salute generale e sul benessere dell’organismo.

La relazione tra salute dei denti e buona postura

Il corretto posizionamento della colonna vertebrale è importante per sostenere il peso della testa. Alcuni studi hanno confermato il ruolo dei muscoli della mascella nel mantenere l’equilibrio della testa. Intervengono nel processo anche i muscoli del collo, l’articolazione temporo-mandibolare (ATM) e i denti.

La malocclusione può provocare gravi complicazioni alla salute orale, ma quale sarà l’effetto della forza muscolare e del disallineamento della mascella sulla schiena?

Le conseguenze della malocclusione – come morso incrociato o sovramorso – portano a un eccesso di pressione lungo la linea della mascella, che a sua volta può esercitare una pressione sul collo, che spingerà la testa fuori allineamento, provocando una compensazione della colonna vertebrale.

Cosa si intende per malocclusione?

Si parla di malocclusione quando uno o più denti o il morso non è allineato correttamente. La malocclusione influisce ovviamente sulla salute orale:

  • Provoca una maggiore usura dei denti, un aumento del rischio di sensibilità, scolorimento e carie.
  • Può causare un aumento del rischio di denti scheggiati o incrinati.
  • Contribuisce al serraggio e al digrignamento dei denti o al bruxismo.
  • Causa rigidità della mascella, dolore e disfunzione dell’ATM.
  • Causa dolorosi mal di testa.
  • Contribuisce al dolore al collo, alle spalle e al viso.
  • Aumenta il rischio di sviluppare carie o malattie gengivali.
  • Influisce sull’aspetto del viso.

Il bruxismo, per esempio, esercita forze anomale sull’articolazione temporo-mandibolare, provocando dolore, che espongono i muscoli del collo e della schiena a uno sforzo eccessivo e possono influenzare la postura.

Come migliorare la salute orale e la postura?

Adesso che hai compreso come la salute dei tuoi denti influenzi la postura – e le conseguenze negative che porta – visite periodiche in uno studio odontoiatrico ti permettono di intervenire tempestivamente su eventuali problemi dentali.

Un’adeguata terapia odontoiatrica può risolvere i sintomi riscontrati. Prima di tutto bisogna evitare quelle abitudini che sottopongono la mascella a un inutile stress, a un eccesso di lavoro, come masticare una gomma o digrignare i denti. A questo dovrà aggiungersi una corretta postura quando si è seduti, quindi tenere la schiena dritta, le spalle indietro e la testa alta per ridurre lo sforzo sulla mascella e sui denti.

Il tuo dentista controllerà segni di usura sui denti, e anche eventuali problemi alla mascella e all’ATM. Potrebbe consigliarti esercizi per migliorare la postura e ridurre la tensione nella mascella e nel collo.

Se hai riscontrato uno o più dei sintomi descritti, prenota subito senza impegno una visita odontoiatrica.

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