Come i denti mal allineati possono influenzare la postura

Come i denti mal allineati possono influenzare la postura

Sai che la conformazione dei denti influenza direttamente la postura e la colonna vertebrale?

Può sembrare strano, eppure la posizione e la forma dei denti e delle arcate dentarie sono correlate alla crescita del complesso craniofacciale. Anche un singolo dente storto o che inizi a muoversi influenza sia gli altri denti sia, di conseguenza, l’allineamento delle arcate dentali, quindi del morso.

Se il morso si disallinea, lo stesso effetto si ripercuoterà su collo, spalle e sull’intera postura.

Devi comprendere che i denti, le ossa mascellari e le strutture associate (muscoli, nervi e legamenti) formano una sorta di ponte tra la testa e il resto del corpo. L’allineamento tra collo, viso e muscoli orali può modificare la curvatura della colonna vertebrale e determinare una postura regolarmente diritta o curva.

Come puoi capire se i tuoi denti stanno influenzando la postura? Osservandone i sintomi:

  • Dolore a mascella, testa, collo, spalla e/o schiena
  • Sensazione di orecchio ovattato
  • Spalle non allineate
  • Intorpidimento o formicolio alle dita o alla mano
  • Lunghezza delle gambe irregolare
  • Tacchi delle scarpe consumati in modo non uniforme

L’impatto dei denti sulla postura

I denti, specialmente quelli situati nella parte posteriore e nella mascella superiore, hanno un significativo impatto sia sulla postura sia sulla salute della colonna vertebrale. Quindi, qualsiasi irregolarità nella spaziatura dei denti o nelle arcate dentarie può influenzare la postura generale.

I denti non solo determinano la forma del viso, ma concorrono a mantenere il corretto allineamento della colonna vertebrale. Denti ben allineati contribuiscono a ridurre gli effetti dell’invecchiamento e ad avere una postura regolare, ripercuotendosi sulla salute generale e sul benessere dell’organismo.

La relazione tra salute dei denti e buona postura

Il corretto posizionamento della colonna vertebrale è importante per sostenere il peso della testa. Alcuni studi hanno confermato il ruolo dei muscoli della mascella nel mantenere l’equilibrio della testa. Intervengono nel processo anche i muscoli del collo, l’articolazione temporo-mandibolare (ATM) e i denti.

La malocclusione può provocare gravi complicazioni alla salute orale, ma quale sarà l’effetto della forza muscolare e del disallineamento della mascella sulla schiena?

Le conseguenze della malocclusione – come morso incrociato o sovramorso – portano a un eccesso di pressione lungo la linea della mascella, che a sua volta può esercitare una pressione sul collo, che spingerà la testa fuori allineamento, provocando una compensazione della colonna vertebrale.

Cosa si intende per malocclusione?

Si parla di malocclusione quando uno o più denti o il morso non è allineato correttamente. La malocclusione influisce ovviamente sulla salute orale:

  • Provoca una maggiore usura dei denti, un aumento del rischio di sensibilità, scolorimento e carie.
  • Può causare un aumento del rischio di denti scheggiati o incrinati.
  • Contribuisce al serraggio e al digrignamento dei denti o al bruxismo.
  • Causa rigidità della mascella, dolore e disfunzione dell’ATM.
  • Causa dolorosi mal di testa.
  • Contribuisce al dolore al collo, alle spalle e al viso.
  • Aumenta il rischio di sviluppare carie o malattie gengivali.
  • Influisce sull’aspetto del viso.

Il bruxismo, per esempio, esercita forze anomale sull’articolazione temporo-mandibolare, provocando dolore, che espongono i muscoli del collo e della schiena a uno sforzo eccessivo e possono influenzare la postura.

Come migliorare la salute orale e la postura?

Adesso che hai compreso come la salute dei tuoi denti influenzi la postura – e le conseguenze negative che porta – visite periodiche in uno studio odontoiatrico ti permettono di intervenire tempestivamente su eventuali problemi dentali.

Un’adeguata terapia odontoiatrica può risolvere i sintomi riscontrati. Prima di tutto bisogna evitare quelle abitudini che sottopongono la mascella a un inutile stress, a un eccesso di lavoro, come masticare una gomma o digrignare i denti. A questo dovrà aggiungersi una corretta postura quando si è seduti, quindi tenere la schiena dritta, le spalle indietro e la testa alta per ridurre lo sforzo sulla mascella e sui denti.

Il tuo dentista controllerà segni di usura sui denti, e anche eventuali problemi alla mascella e all’ATM. Potrebbe consigliarti esercizi per migliorare la postura e ridurre la tensione nella mascella e nel collo.

Se hai riscontrato uno o più dei sintomi descritti, prenota subito senza impegno una visita odontoiatrica.

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Come viene trattata la malattia gengivale?

Come viene trattata la malattia gengivale?

Spieghiamo prima di tutto che cosa sia una malattia gengivale.

Quali sono i principali tipi di malattie gengivali?

Possiamo riconoscere 3 tipi principali di malattie gengivali:

  1. Gengivite, infiammazione dei tessuti che circondano i denti.
  2. Parodontite, stadio successivo alla gengivite, se non curata, che colpisce ossa e legamenti che sostengono i denti.
  3. Gengivite ulcerosa necrotizzante acuta, aggravamento della malattia gengivale.

Sintomi della malattia gengivale

Come puoi scoprire di avere una malattia gengivale?

Devi fare attenzione ai vari sintomi: segnali che ti fanno capire di avere un problema alle gengive e ai denti.

Arrossamento e gonfiore delle gengive: è il primo sintomo della malattia gengivale, che richiede attenzione e deve spingerti a prendere subito appuntamento dal dentista per intervenire in tempo con un adeguato trattamento.

L’infiammazione avviene in genere lungo il bordo gengivale e potrebbe provocare dolore e sanguinamento, specie con l’uso dello spazzolino e del filo interdentale.

Alitosi: causata dai batteri che, rilasciando tossine, provocano il cattivo odore.

Recessione delle gengive: il margine del tessuto gengivale che circonda i denti si consuma, esponendo una parte maggiore di dente o della radice del dente, formando delle tasche, ossia spazi vuoti fra dente e gengiva, che facilitano l’accumulo di batteri. Oppure, la gengiva si ritira.

Sensibilità ai denti: cibi o bevande calde o fredde possono provocare fastidio a uno o più denti. La causa potrebbe essere la recessione gengivale, che espone la dentina, ossia la parte sensibile del dente.

Mobilità dei denti: se la malattia gengivale è arrivata all’osso si chiama “parodontale” e prevede il riassorbimento dell’osso, di conseguenza il dente si può allentare, non riuscendo più a restare nella sua posizione.

 

Trattamenti per la malattia gengivale

Come viene trattata la malattia gengivale?

Il trattamento odontoiatrico dipende dallo stadio di malattia parodontale, quindi dalla sua gravità ed estensione. Prima di tutto, l’odontoiatra effettuerà un sondaggio per misurare la profondità di eventuali spazi tra denti e gengive (le tasche cui abbiamo già accennato) e delle radiografie per controllare lo stato dei denti e dell’osso mascellare.

In funzione dello stadio della malattia gengivale saranno necessari trattamenti non chirurgici o chirurgici. Vediamo nel dettaglio.

Trattamenti non chirurgici per le malattie gengivali

Se la malattia parodontale è nel suo stadio iniziale, si può risolvere con alcuni trattamenti non chirurgici.

Profilassi dentale: è la pulizia dentale, da prenotare due volte l’anno. L’igienista dentale rimuoverò la placca e il tartaro dalle superfici dei denti. A questa operazione va affiancata una corretta igiene orale a casa.

Levigatura delle radici: è una pulizia dentale profonda, in anestesia locale, per arrivare sotto il bordo gengivale per rimuovere placca e tartaro sulle superfici delle radici. È un trattamento che previene nuovi attacchi di batteri e placca.

Terapia parodontale laser: rimuove il tessuto malato e uccide i batteri sotto le gengive.

Antibiotici topici o orali: aiutano a tenere sotto controllo l’infezione batterica. Possono essere dei collutori antibiotici o gel che contiene un antibiotico da inserire nelle tasche gengivali. Gli antibiotici orali eliminano i batteri che causano infezioni.

Trattamenti chirurgici per le malattie gengivali

Sono necessari quando la malattia parodontale è in uno stadio da moderato ad avanzato.

Intervento chirurgico di riduzione delle tasche: la procedura consiste in incisioni lungo il bordo gengivale, per allontanare temporaneamente le gengive dai denti. In questo modo il parodontologo può rimuovere l’accumulo di tartaro dalle radici.

Innesto osseo: si tratta di ricostruire le aree danneggiate dalla malattia gengivale, innestando l’osso prelevato da una zona donatrice del paziente o un osso sintetico. L’innesto aiuta a prevenire la perdita dei denti mantenendo il dente in posizione e funge anche da supporto per la ricrescita dell’osso naturale.

Innesto di tessuti molli: è richiesto per rinforzare il tessuto danneggiato dalla malattia gengivale. Si utilizza una piccola quantità di tessuto dal palato. Il trattamento copre le radici esposte.

Cosa fare dopo il trattamento della malattia gengivale?

In base al trattamento ricevuto, il parodontologo fornirà al paziente una serie di indicazioni da seguire, una delle quali è sempre compresa: massima igiene orale. E, naturalmente, visite periodiche di controllo.

Come vedi, non bisogna assolutamente trascurare i minimi sintomi della malattia gengivale. Se noti arrossamento o sanguinamento delle gengive, non perdere tempo e prenota nel nostro studio una visita senza impegno.

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Cattiva postura e disturbi dell’ATM

Cattiva postura e disturbi dell’ATM

Salute dei denti e buona postura: abbiamo già visto che sono collegate, quando abbiamo scoperto che la malocclusione può influire sulla postura.

Mantenere una buona postura si rivela fondamentale per chi soffre di disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM), perché una postura non corretta può aggravare il dolore e complicare gli effetti di tali disturbi, tra cui dolore alla mandibola, mal di testa e mobilità limitata.

Per molti la vita di oggi comporta periodi sedentari prolungati per l’utilizzo del computer. In questi casi mantenere una postura corretta permette di mantenere anche una buona salute generale, compresa quella dell’articolazione della mascella.

Che cos’è l’articolazione temporo-mandibolare e perché è importante

L’articolazione temporo-mandibolare unisce, quindi, la mandibola o la mascella inferiore, con il cranio e la sua funzione è guidare e limitare i movimenti della mascella inferiore.

È quindi un’articolazione che ci permette di mangiare e bere, ridere e parlare, mordere e sbadigliare, ecc.

Cos’è il disturbo dell’ATM?

Dobbiamo parlare di più disturbi temporo-mandibolari, che provocano dolore alla mandibola, rigidità muscolare e movimenti limitati, o perfino blocco, della mascella. La gravità di questi sintomi varia da caso a caso, come anche la loro durata.

Il dolore può colpire varie parti del corpo e non solo l’articolazione e i muscoli della mascella, ma anche tempie, orecchie, collo e spalle.

Come le altre articolazioni del corpo, anche quelle temporo-mandibolari possono danneggiarsi a causa di lesioni, uso eccessivo o malattie come l’artrite. Un infortunio può danneggiare queste articolazioni come cadute che portano a battere il mento. Anche mangiare spesso cibi duri e lo stress che provoca il bruxismo, che esercita pressione sull’articolazione; infine una cattiva postura può essere la causa principale del dolore all’ATM.

Collegamenti tra postura e salute dell’ATM

Una cattiva postura può influenzare direttamente o indirettamente i sintomi dell’articolazione temporo-mandibolare, contribuendo al disallineamento e agli squilibri muscolari. Quando il corpo non è allineato correttamente, esercita una pressione eccessiva su ossa, muscoli e articolazioni.

Che cosa avviene di preciso all’ATM quando manteniamo una postura non corretta?

Postura non corretta significa tenere la schiena curva e le spalle in avanti, anziché indietro. La testa non viene più a trovarsi a livello sopra la colonna vertebrale, ma viene spinta in avanti perché il corpo tenta di equilibrarsi, prova cioè ad adattarsi alla nuova posizione assunta dalla testa.

Parallelamente alla testa, anche la mascella inferiore si muove e diventano tesi i muscoli intorno alla sua articolazione, con l’effetto che anche il morso cambierà. Considera che il morso colpisce direttamente l’articolazione.

Gli effetti della cattiva postura sull’articolazione temporo-mandibolare

Disallineamento della mascella: una postura non corretta può portare a un disallineamento della mascella, creando un’irregolare pressione sull’ATM. Se la testa non è correttamente allineata con la colonna vertebrale, l’allineamento dell’articolazione della mascella può essere compromesso, causando instabilità e disagio e intensificando il dolore dell’ATM.

Tensione muscolare: la cattiva postura, specie quando la testa è spinta in avanti dalla schiena incurvata, aumenta lo sforzo sui muscoli del collo e delle spalle, strettamente interconnessi con l’ATM. I muscoli che circondano l’ATM possono quindi sovraccaricarsi di lavoro e divenire tesi, contribuendo al dolore e alla disfunzione dell’ATM.

Sforzo del collo e delle spalle: una cattiva postura può causare un eccessivo sforzo sui muscoli del collo e delle spalle, che a sua volta potrà causare mal di testa e squilibri muscolari che si estendono ai muscoli della mascella e all’articolazione temporo-mandibolare.

Stress: lo stress è una delle cause comuni per i disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare. Abbiamo infatti accennato al bruxismo, dovuto a tensione e stress. Una cattiva postura, soprattutto se unita allo stress, può intensificare il fenomeno del bruxismo, che provoca un aumento della tensione muscolare e dei problemi dell’ATM.

Hai una postura non corretta?

Se pensi di non avere una corretta postura e hai già notato i sintomi o i disagi che abbiamo descritto nell’articolo, contattaci oggi stesso senza impegno per un primo consulto.

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Fumo e malattia parodontale

Fumo e malattia parodontale

Esiste una relazione fra il fumo e la malattia parodontale?

Già dal secolo scorso è stata studiata l’influenza del tabacco sulla salute del parodonto: il fumo è stato accertato come un fattore di rischio per la comparsa, l’estensione e la gravità della malattia parodontale.

Ma che cos’è la malattia parodontale?

Spieghiamo prima cosa sia il parodonto: è la struttura di supporto dei denti, formata dal legamento parodontale, dalle gengive, dall’osso alveolare e dal cemento radicolare.

Esiste sia la gengivite che la parodontite. Vediamole nel dettaglio.

La forma più lieve delle due è la gengivite: una pellicola batterica (la placca dentale) che si accumula sui denti adiacenti alla gengiva. I primi sintomi della gengivite sono un arrossamento e un gonfiore delle gengive, che possono anche sanguinare e rendere dolorosa la masticazione.

Se la placca non viene eliminata, con il tempo si formano strati di placca indurita: il tartaro.

Questo primo stadio della malattia infiammatoria non colpisce le strutture di supporto sottostanti dei denti, cioè il parodonto. Tuttavia, se non trattata può degenerare, aggravandosi e sfociando in parodontite.

Infatti, con il progredire della malattia gengivale, le gengive possono staccarsi dai denti e formare spazi vuoti che si infettano. Il danno principale della parodontite è la perdita del tessuto connettivo e del supporto osseo, che può provocare la perdita dei denti.

La correlazione fra fumo e malattia parodontale

Abbiamo detto che la malattia parodontale è causata dai microrganismi patogeni presenti nella placca dentale, ma anche alcuni fattori genetici e ambientali influiscono sullo sviluppo di questa malattia.

Il fumo è uno dei fattori di rischio, poiché influisce sullo sviluppo della malattia e sui progressi e sui risultati del suo trattamento.

Il fumo indebolisce il sistema immunitario, rendendo più difficile combattere un’infezione gengivale e anche la sua guarigione.

Nei fumatori le tasche gengivali di solito sono più profonde, quindi può accumularsi più placca sotto la linea gengivale, portando alla perdita di tessuto osseo. Inoltre, la quantità di tartaro e la recessione gengivale sono molto più alte nei fumatori.

Perché i fumatori sono più a rischio di malattie parodontali?

Il fumo provoca tre spiacevoli conseguenze sulla salute in generale e dunque anche sulla salute del cavo orale:

  • Secchezza della bocca: il fumo rende secca la cavità orale, favorendo l’attacco dei batteri nocivi a denti e gengive.
  • Indebolimento del sistema immunitario: abbiamo già accennato a questo problema – che ritarda o impedisce il trattamento medico sulle malattie parodontali; l’organismo non riesce a combattere i batteri nocivi, che continuano la loro azione trasformando la gengivite in malattia parodontale.
  • Vasocostrizione: il fumo causa la costrizione dei vasi sanguigni, che si ripercuote sulla circolazione. Il tessuto gengivale necessita di una buona circolazione sanguigna per mantenersi sano e resistere alle infezioni e alla recessione gengivale.

Ma c’è un’altra conseguenza cui vanno incontro i fumatori e è collegata alla vasocostrizione: uno dei sintomi della malattia gengivale è il sanguinamento delle gengive, specialmente quando si usa lo spazzolino o il filo interdentale.

Il fumo, restringendo i vasi sanguigni, non fa notare il sanguinamento (che potrebbe essere molto debole o perfino assente), provocando l’aggravarsi della gengivite e il conseguente ritardo del trattamento.

Effetti del fumo sulla gengivite e sulla parodontite

Gengivite. Studi clinici hanno dimostrato che sia l’infiammazione sia il suo sviluppo sono ridotti nei fumatori, rispetto ai non fumatori.

Parodontite. Anche in questo caso, studi scientifici hanno dimostrato che nei fumatori sono più frequenti e gravi la profondità delle tasche e la perdita di osso alveolare. È stato inoltre scoperto che sia i fumatori sia gli ex fumatori hanno più probabilità di contrarre la parodontite rispetto a chi non ha mai fumato.

Gli effetti del fumo sulla degenerazione della gengivite in parodontite si spiega con quanto abbiamo scritto più sopra: se l’infiammazione gengivale è ridotta e se il sanguinamento delle gengive è pressoché assente nei fumatori, viene a mancare qualsiasi avvisaglia di pericolo, che porterebbe a prenotare una visita dal dentista e a intervenire tempestivamente.

In questi casi, dunque, la malattia gengivale prosegue il suo corso: i batteri continuano ad accumularsi attorno ai denti, formando placca e tartaro e provocando il distacco delle gengive, formando tasche sempre più profonde che si riempiono di agenti patogeni, allentando i denti e causandone la caduta.

Se hai notato i sintomi della gengivite, non perdere altro tempo e prenotare subito un consulto medico nel nostro studio dentistico.

 

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Come trovare il tuo dentista di famiglia: fattori da considerare

Come trovare il tuo dentista di famiglia: fattori da considerare

È meglio scegliere un dentista di famiglia o un dentista generico?

Partiamo dal dire che entrambi gli specialisti sono professionisti che garantiscono le cure odontoiatriche a chiunque. Ma in questo articolo vogliamo concentrarci sul dentista di famiglia, con cui costruire un rapporto di fiducia duraturo per tutti i tuoi familiari.

Considera che mediamente non tutti i ragazzi al di sotto dei 18 anni prenotano visite regolari dal dentista ogni 6 mesi e che i bambini hanno bisogno di sottoporsi a queste visite odontoiatriche costantemente. Infatti molti si chiedono quando portare i figli dal dentista la prima volta: i problemi dentali e gengivali, purtroppo, possono insorgere anche prima che spuntino i denti.

Per questi e altri motivi scegliere un dentista per tutta la tua famiglia ti permette di seguire i tuoi figli durante tutta la loro crescita, dall’infanzia all’adolescenza.

L’importanza di avere un dentista per la tua famiglia

Il termine stesso ci suggerisce che un dentista di famiglia si occupa di mantenere buona la salute orale di tutti i tuoi familiari.

Se da una parte le cure dentistiche offerte sono le stesse di un dentista generico, dall’altra in un’unica sede puoi ricevere trattamenti odontoiatrici per genitori, figli, anche piccoli, e nonni, anziché portare i tuoi figli da un dentista pediatrico e i familiari anziani da uno geriatrico.

Grazie a un unico studio dentistico, potrai far monitorare la salute orale di tutti i familiari, così da poter scoprire eventuali problemi dentali e ricevere cure preventive e tempestive. Il dentista di famiglia, in questo caso, acquisisce familiarità con la storia dentale e con i problemi più comuni della tua famiglia.

Inoltre otterrai anche una gestione semplificata delle cure dentistiche, fattore da non sottovalutare affatto: pensa al disagio e al dispendio di tempo se dovrai portare i tuoi figli da un dentista diverso da quello generico che ti segue. Con un dentista di famiglia semplifichi le procedure perché potrai prenotare in un unico giorno le visite per i tuoi familiari.

Cosa considerare quando si sceglie un dentista di famiglia

La domanda più frequente è: “Come trovare un dentista di famiglia?”.

Spesso uno dei fattori che portano alla scelta di uno studio odontoiatrico è l’ubicazione: si sceglie il dentista più comodo e soprattutto vicino da raggiungere. C’è chi sceglie lo studio nel proprio quartiere o nei suoi immediati dintorni e chi lo sceglie nei pressi del posto di lavoro. In entrambi i casi è la comodità a influenzare la scelta.

I fattori più importanti restano comunque le qualifiche e la gamma di servizi che offre l’odontoiatra. Leggere le recensioni dei pazienti online aiuta di sicuro nella scelta. E i costi delle cure non sono certo agli ultimi posti fra le caratteristiche da valutare.

Non per ultimo bisogna considerare l’atmosfera stessa dello studio dentistico: siamo certamente più propensi a portare i nostri figli piccoli in un ambiente confortevole e accogliente, in modo che le cure odontoiatriche diventino un’esperienza piacevole e non traumatica per loro.

Un ambiente dentistico adatto ai bambini ha personale cordiale, abituato a lavorare con i pazienti in tenera età, ne conosce le paure e le ansie e sa che tipo di approccio avere nei loro confronti. In un ambiente come questo i bambini saranno più inclini a farsi visitare e curare.

Uno studio odontoiatrico a misura di bambino aiuta i piccoli pazienti a sentirsi a loro agio e stabilirà fiducia e sicurezza, che contribuiscono a migliorare i risultati in termini di salute orale.

Pensa alla serenità che avranno i bambini andando nello stesso studio dentistico dei loro genitori e assistendo magari alle loro cure: tutto questo permetterà loro di rilassarsi e di affrontare i trattamenti con tranquillità.

Costruisci un rapporto di fiducia con il tuo dentista

Questo è senza dubbio il vantaggio principale e maggiore nell’affidarsi a un dentista di famiglia: con il tempo si viene a creare un rapporto di fiducia che coinvolge tutti i membri della tua famiglia, trasformando le visite odontoiatriche in un’esperienza positiva.

I pazienti ne traggono beneficio perché il dentista, conoscendoli, sa come trattarli, che atteggiamento tenere durante i trattamenti – alleviando, se necessario, ansie e preoccupazioni – e stabilendo così un approccio collaborativo.

Il dentista stesso ne trae beneficio perché, grazie alla fiducia instaurata, può lavorare con più tranquillità, ma soprattutto, conoscendo la storia familiare dei membri di una famiglia, potrà monitorarne i difetti dentali e intervenire in tempo.

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